Che l’Italia, soprattutto sotto la spinta e l’influenza della Lega, stia
progressivamente perdendo le peculiari caratteristiche di accoglienza ed
ospitalità che ne avevano da secoli caratterizzato l’immagine nel mondo, è un fatto.
Perché questo accada, è probabilmente conseguenza del profondo materialismo dell’anima italiana, che – di fronte alle difficoltà incombenti - suggerisce
di chiudersi a riccio, di rifugiarsi nel “particulare” guicciardiniano,
rifiutando quell’apertura all’altro, al diverso, che invece aveva costituito
il substrato culturale della nostra penisola, determinando i fenomeni di più
straordinaria crescita – culturale, morale e materiale – della nostra
storia, dalla storia di Roma – città eterna nella quale il senso dell’Universalitas” faceva si che nessuno vi si sentisse straniero, alle ricorrenti invasioni dai quattro punti cardinali – che hanno plasmato il carattere nazionale come una specie di “melting pot” medievale- passando per il Rinascimento.
I periodi più bui della nostra storia hanno coinciso con i momenti di isolamento e di gretta chiusura, come nell’Italia del sei-settecento.
Gli italiani stanno diminuendo di numero. L’edonismo degli anni ottanta aveva fatto contrarre le nascite con l’aspettativa di una vita migliore per i componenti della coppia. Il terrorismo mediatico degli ultimi vent’anni ha profondamente scoraggiato i singoli – provvisoriamente riuniti in coppia – ad assumersi gravose responsabilità di paternità o maternità.
Ecco che quindi il nostro futuro dovrà necessariamente essere assicurato
dagli immigrati o dai loro figli che, presumibilmente, in una o due generazioni si
saranno italianizzati, portando nuova linfa alla decrepita pianta italiana.
Il tutto a meno che – unitamente con la sopravvivenza – gli immigrati ed i loro figli non assorbano l’intolleranza e l’egoismo che trasudano da atteggiamenti ridicolmente intransigenti di frequentatori di balere dal cuore piccolo e dalla testa microcefalica, com’è consueto in talune razze alpine.
E si che il discorso sulla “razza” ormai cominciava a farci un po’ schifo,
stantio com’era. Invece siamo stati costretti a sentire, anche da uomini – indegnamente – al governo di questo disgraziato Paese – riferimenti
grotteschi a tizi scuri di pelle e quindi forse troppo abbronzati.
1 anno fa










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