sabato 3 gennaio 2009

Lettera aperta al Presidente della Provincia di Cosenza


Apprendiamo dalla stampa che la Camera di Commercio e la Provincia di Cosenza stanno dandosi un gran daffare per costituire una “Banca di garanzia” che dovrebbe favorire l'accesso al credito per le imprese della nostra Provincia.
E' noto, infatti, che il credito – essenziale motore dello sviluppo – nel Mezzogiorno latita. Nella nostra Provincia, poi, è realmente merce preziosa. E non solo per i tassi di interesse, in genere più alti di due o tre punti (che sono un'enormità) rispetto alla media del Paese, ma proprio perché é difficile avere soldi in prestito dalle banche, con qualche luminosa eccezione, si capisce. Le ragioni ufficiali sono sempre le solite: il territorio è difficile, la rischiosità è maggiore, qui la gente paga meno che in altre parti d'Italia, eccetera. Questo non è meno vero che altrove, e viene abbondantemente scontato dai tassi di interesse molto più elevati.
Il problema è la mancanza di fiducia degli sportelli bancari nei confronti dei nostri operatori e delle nostre imprese; sul credito al consumo, quello concesso alle famiglie a reddito fisso, non c'è mai stata una vera e propria stretta, anzi. Di qui l'idea di favorire – attraverso una istituzione apposita – la fiducia delle banche verso le aziende locali: la Banca di garanzia che interviene appunto a garantire il credito, con proprie fidejussioni o altri strumenti pensati ad hoc.
Sembra geniale. Peccato però che sul territorio qualcosa del genere ci sia già e funzioni benissimo, tanto è vero che i fondi dedicati si esauriscono subito: stiamo parlando dei Consorzi Fidi di primo e di secondo grado. Il loro funzionamento è regolato dagli articoli 106 e 107 del Testo Unico Bancario l.385/93, nonchè dalla legge n. 326 del 2003, conosciuta anche come legge-quadro sui confidi, oltre che dalla legge n. 296/06 (Finanziaria 2007), art. 1, commi 881 e 882.
Si tratta quindi di un quadro normativo omogeneo e ben delineato. Ma quel che più conta è che i Confidi nascono come espressione delle Associazioni di categoria nei comparti dell’industria, del commercio, dell’artigianato e dell’agricoltura, basandosi su principi di mutualità e solidarietà. Essi dunque sono strettamente legati al mondo delle Imprese; non sono espressioni di volontà verticistiche o politiche. Esistono invece – storicamente, in Italia – ben pochi esempi di successo di Banche di garanzia: esse hanno comunque sempre struttura mutualistica e sono espressione dei Consorzi fidi di primo o di secondo grado.
Inoltre – ma su questo vorremmo lumi dai tecnici della Provincia o della Camera di Commercio - ci sembra che una Banca, sia pure di garanzia, debba necessariamente disporre di un patrimonio particolarmente robusto ed essere delimitata nella sua operatività dalle regole stringenti di cui Banca d'Italia è severa custode.
Il settore del credito è cruciale per lo sviluppo, l'abbiamo detto. Riteniamo quindi che le scarse risorse pubbliche disponibili debbano essere ottimizzate per rendere al massimo e non si debba correre il rischio di disperderle: ogni idea, sia pur brillante, deve trovare riscontro applicativo nella realtà locale. Al momento, sembra che la Camera di Commercio e La Provincia, nell'attesa dell'autorizzazione all'apertura del nuovo Istituto di garanzia da parte di Bankitalia, abbiano deciso di tagliare drasticamente i fondi destinati appunto ai Confidi, penalizzando in concreto – nell'immediato – le aziende che pure dovrebbero aiutare. E questo stride rumorosamente con quanto la Provincia ha detto e fatto nel 2008, destinando ai Confidi significative risorse per la crescita delle imprese, circostanza a cui ha dato grande risalto, anche nel saluto di fine anno del suo Presidente.
E' per questo che – come forza politica di maggioranza – chiediamo un incontro urgente al Presidente della Provincia di Cosenza Oliverio. Lo sviluppo del credito come elemento dello sviluppo del territorio per Italia dei Valori è un punto fondamentale e qualificante del programma che dovremo sottoscrivere per dare concretezza alla formula di governo che insieme abbiamo scelto.

Antonio Chiappetta
Responsabile politico provinciale di Italia dei Valori

1 commento:

Unknown ha detto...

Penso sia giusto preoccuparsi della possibile sottrazione di risorse a strutture come i Confidi per la creazione di Banche di Garanzia, vieppiù se ciò vuol dire creare degli Enti formali, privi di capacità discriminante sulle reali esigenze degli operatori economici.
Per parlarci chiaro, in Kalabria si è abituati a spacciare i diritti per "gentili concessioni del Sovrano" (leggasi i piccoli ed arroganti ras politici di turno : quelli che sistemano amanti, mogli, figli e non dimenticano i loro amici) : sarebbe auspicabile che le future eventuali distribuzioni di risorse non sfuggano a valutazioni di merito per soddisfare interessi di comparaggio.
Sarebbe triste se quella della Banca di garanzia fosse l'ennesima occasione per consolidare o creare clientele e relazioni pericolose che non rappresentino altro che l'ennesima distrazione - o distruzione - di fondi pubblici nonché l'ennesimo treno perso per riscattare questa povera terra, martoriata dalle solite bande dei soliti noti.
Vigiliamo.

Qual'è secondo voi la prima cosa da fare per risollevare l'Italia?