venerdì 26 dicembre 2008

Il Problema della Tripartizione


Nella realtà sociale, possiamo indicare tre sfere d'azione principali: quella economica, quella politico-giuridica e quella culturale-sociale-religiosa (o spirituale).
Anche se ciascuno di noi può muoversi in tutti e tre gli ambiti, essi hanno, in un certo senso, conformazioni loro proprie.
Ci sono istituzioni che appartengono alla prima sfera, quella economica: le industrie, i servizi, le banche. Ci sono poi istituzioni che appartengono alla seconda sfera: i Tribunali, i Consigli comunali, provinciali e regionali, il Parlamento.
Infine, alla terza sfera appartengono tutte quelle attività che, in un certo senso, servono a giustificare l'esistenza delle altre due: le istituzioni culturali, quelle sociali, quelle della salute, infine quelle che consentono di far crescere l'ambito interiore nel quale ognuno di noi cerca di esprimere compiutamente la sua personalità
Le tre sfere devono stare in equilibrio; vi è la necessità di disporre dei beni essenziali per vivere, possibilmente con la maggiore possibile comodità, disponendo di sufficiente cibo, di una casa ampia e calda, di bei vestiti, di un mezzo per spostarci, ecc. Nello stesso tempo, però, tutto questo non può essere sviluppato indefinitamente: una volta che abbiamo soddisfatto le nostre esigenze primarie, il tempo che resta andrebbe dedicato a sviluppare la nostra personalità, insieme agli altri uomini, e nei modi più vari.
L'ambito politico-giuridico mantiene in equilibrio le esigenze della produzione e del consumo (il cosiddetto “mercato”, impedendogli di diventare predominante e di schiacciare gli uomini, agitando lo spettro della penuria economica, convincendo le persone – con forme diverse di pubblicità pervasive – della necessità di comprare sempre più, anzi riducendo la loro stessa esistenza o il loro lavoro a “merce”; una riedizione moderna della schiavitù), con le esigenze sociali, culturali e della salute che dovrebbe essere assicurata a ciascun individuo, indistintamente, consentendo a tutti gli uomini – liberamente – di realizzarsi nel modo che ritengono più utile e giusto.
Peraltro, anche laddove l'ambito politico prevalga o travalichi dai sui confini ( è stato il caso, nel 900, dei regimi dittatoriali fascista e comunista) il risultato è un governo liberticida, dove alla fine prevale la miseria collettiva.
Quello che vorremo fare è cercare di sviluppare una discussione su questi temi, verificando se la direzione che abbiamo appena indicato potrà risultare valida per suggerire nuove e più feconde idee per migliorare la qualità della nostra vita e dare qualche spunto di riflessione e di azione a chi vorrà leggerci.

Antonio Chiappetta

2 commenti:

Sandro Scalercio ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Sandro Scalercio ha detto...

Caro Antonio non mi meraviglia affatto che questo tuo intervento non abbia sortito commento alcuno fin'oggi,è fin troppo evidente la condizione di degrado in cui verte il pensiero e la coscienza comune dei nostri tempi. Una riflessione cosi profonda sulla possibile costituzione di un organo sociale ad immagine e somiglianza dell'organismo umano nelle sue componenti animiche essenziali, e cioè "il pensare,il volere ed il sentire",che potrebbe veramente aprire nuovi orizzonti per una società piu equa e funzionale all'uomo,non riesce a scuotere il torpore generale.
Il caos mediatico che ci asserve a sempre nuove false necessità che noi inseguiamo come ipnotizzati ma dalle quali non traiamo mai reale e duratura soddisfazione, ci distrae con relativa facilità dalla verità della nosra misera condizione.Affinché si ripristini l'equilibrio tra le tre parti costitutive dell'organismo sociale che tu menzioni, bisogna innanzitutto che le prime due, e cioè quella economica e quella politico giuridica, non si condizionino a vicenda con una continua ingerenza reciproca che travalica i confini dei loro reciproci ruoli, creando cosi condizioni ricattatorie che agiscono proprio nella terza sfera ove risiede l'elemento della libertà individuale. Dobbiamo produrre il massimo sforzo affinché la politica torni al suo ruolo di servizio occupandosi di creare le regole tramite la quali le persone possano avere pari opportunità e l'organo giuridico vigili sul rispetto di esse. L'economia deve creare le condizioni che permettano all'uomo di mettere a frutto i propri talenti e superare la propria condizione di necessità e non schiavizzarlo come oggi accade. A questo punto la terza sfera che riguarda lo spirito dell'essere umano riacquisterebbe la sua condizione di libertà nella quale l'individuo può operare il suo anelito di conoscenza.
Un saluto affettuoso
Sandro Scalercio.

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